

…sono Davide, ma non spaventarti!
In questo autoritratto sono serio per una precisa scelta stilistica, ma nella realtà sono una persona decisamente più scherzosa.
Fotografo persone e, per farlo bene, credo sia importante prima di tutto riuscire a metterle a proprio agio. Quando ci incontreremo in studio non troverai quindi il fotografo dall’aria severa che questa fotografia potrebbe farti immaginare, ma una persona con cui discutere di come vorresti essere fotografato e, perché no, parlare e scherzare.
Nel mio lavoro convivono due anime: quella precisa e rigorosa, che mi porta a curare tecnica, luce e ogni dettaglio dell’immagine, e quella più istintiva e creativa, che mi spinge a cercare ogni volta qualcosa di diverso.
Forse è proprio per questo che non amo i ritratti tutti uguali.
Non applico la stessa ricetta a persone diverse. Mi interessa capire chi ho davanti, osservare come si muove, come guarda, cosa lo mette a proprio agio e cosa invece lo fa sentire fuori posto. Da lì comincia il ritratto.
Durante una sessione non penso quindi soltanto alla fotografia che sto costruendo. Penso anche alla persona che ho davanti. Ti guiderò quando sarà necessario, ma non cercherò di trasformarti in qualcuno che non sei.
A volte basta una piccola indicazione. Altre volte serve fermarsi, parlare, provare qualcosa di diverso. E spesso è proprio quando smetti di pensare a come dovresti apparire che davanti alla macchina fotografica succede qualcosa di interessante.
Nel corso degli anni ho fotografato persone e situazioni molto diverse tra loro: eventi, spettacoli, aziende, famiglie e naturalmente tanti ritratti. Esperienze che mi hanno insegnato a osservare, ad adattarmi e soprattutto a capire che non esiste un modo valido per fotografare tutti.
Oggi il centro del mio lavoro sono i ritratti.
Ritratti che non cercano la perfezione, ma qualcosa di vero, personale e riconoscibile.
Perché alla fine, davanti all’obiettivo, non c’è un personaggio da costruire. Ci sei tu.
…sono Davide, ma non spaventarti!
In questo autoritratto sono serio per una precisa scelta stilistica, ma nella realtà sono una persona decisamente più scherzosa.
Fotografo persone e, per farlo bene, credo sia importante prima di tutto riuscire a metterle a proprio agio. Quando ci incontreremo in studio non troverai quindi il fotografo dall’aria severa che questa fotografia potrebbe farti immaginare, ma una persona con cui discutere di come vorresti essere fotografato e, perché no, parlare e scherzare.
Nel mio lavoro convivono due anime: quella precisa e rigorosa, che mi porta a curare tecnica, luce e ogni dettaglio dell’immagine, e quella più istintiva e creativa, che mi spinge a cercare ogni volta qualcosa di diverso.
Forse è proprio per questo che non amo i ritratti tutti uguali.
Non applico la stessa ricetta a persone diverse. Mi interessa capire chi ho davanti, osservare come si muove, come guarda, cosa lo mette a proprio agio e cosa invece lo fa sentire fuori posto. Da lì comincia il ritratto.
Durante una sessione non penso quindi soltanto alla fotografia che sto costruendo. Penso anche alla persona che ho davanti. Ti guiderò quando sarà necessario, ma non cercherò di trasformarti in qualcuno che non sei.
A volte basta una piccola indicazione. Altre volte serve fermarsi, parlare, provare qualcosa di diverso. E spesso è proprio quando smetti di pensare a come dovresti apparire che davanti alla macchina fotografica succede qualcosa di interessante.
Nel corso degli anni ho fotografato persone e situazioni molto diverse tra loro: eventi, spettacoli, aziende, famiglie e naturalmente tanti ritratti. Esperienze che mi hanno insegnato a osservare, ad adattarmi e soprattutto a capire che non esiste un modo valido per fotografare tutti.
Oggi il centro del mio lavoro sono i ritratti.
Ritratti che non cercano la perfezione, ma qualcosa di vero, personale e riconoscibile.
Perché alla fine, davanti all’obiettivo, non c’è un personaggio da costruire. Ci sei tu.
