

Ho iniziato a fare più domande.
Ad ascoltare di più.
A capire davvero chi avevo davanti, prima ancora di pensare alla luce o alla posa.
Ogni persona arriva con una storia diversa.
Con un carattere diverso.
Con emozioni diverse.
C’è chi parla tantissimo.
Chi ha bisogno di qualche minuto.
Chi sorride per nascondere l’imbarazzo.
E chi è convinto di non essere fotogenico.
Per questo non esiste un percorso uguale a un altro.
Prima di fotografare preferisco conoscere la persona che ho davanti.
Capire cosa vorrebbe raccontare.
Cosa la mette a disagio.
E cosa, invece, la rappresenta davvero.
Quando inizio a fotografare, ci conosciamo già un po’.
E anche allora continuo ad ascoltare.
Ad osservare.
A lasciare che ogni fotografia segua il suo ritmo.
Perché una fotografia può essere tecnicamente perfetta.
Ma se non racconta qualcosa della persona che hai davanti, per me rimane soltanto una bella immagine.
Ho iniziato a fare più domande.
Ad ascoltare di più.
A capire davvero chi avevo davanti, prima ancora di pensare alla luce o alla posa.
Ogni persona arriva con una storia diversa.
Con un carattere diverso.
Con emozioni diverse.
C’è chi parla tantissimo.
Chi ha bisogno di qualche minuto.
Chi sorride per nascondere l’imbarazzo.
E chi è convinto di non essere fotogenico.
Per questo non esiste un percorso uguale a un altro.
Prima di fotografare preferisco conoscere la persona che ho davanti.
Capire cosa vorrebbe raccontare.
Cosa la mette a disagio.
E cosa, invece, la rappresenta davvero.
Quando inizio a fotografare, ci conosciamo già un po’.
E anche allora continuo ad ascoltare.
Ad osservare.
A lasciare che ogni fotografia segua il suo ritmo.
Perché una fotografia può essere tecnicamente perfetta.
Ma se non racconta qualcosa della persona che hai davanti, per me rimane soltanto una bella immagine.
